Cervello, Matematica e Uomo

Prima di iniziare a scrivere queste nuove righe, qualche doverosa parola di scuse: mi sono allontanato dal blog per diversi giorni, ma l’intensità della vita professionale non mi ha concesso altrimenti!

Quindi, torniamo a parlare di apprendimento, dalla materia che, nell’immaginario collettivo, sembra dividere il mondo in due parti: quello dei matematici, e quello di chi non lo è.

Ma questa “divisione” è veramente reale, e se lo è su quali percezioni poggia?

Partiamo da un presupposto, abbastanza ovvio: la matematica È  e rimane profondamente un prodotto dell’intelletto umano: quindi pensare ad una realtà dicotomica di abili matematici e di persone che invece vi sono negate è del tutto falsa; anche se, per inciso, i “negati” in matematica esistono, come personale avversione ad una visione del mondo che si considera inaccessibile o noiosa.

Ma la matematica È FATTA dall’uomo, semmai il problema è come ci si vi approccia o la si insegna, e le esperienze di vita che si sedimentano attorno al suo apprendere. In uno studio di una decina di anni fa, l’insegnante francese Anne Siety ha raccontato come la matematica incuta in alcuni allievi vero e proprio terrore, fino a creare la categoria di coloro che si considerano nulli in matematica: quegli allievi che, pur ottenendo talvolta buoni risultati, sono talmente sfiduciati da imputare il risultato positivo al caso! (Siety, A., “Matematica… mio terrore!” Ed. Salani, Milano, 2000)

Grazie ad alcuni fondamentali contributi delle neuroscienze, oggi cominciamo a capirne qualcosa di più, e certamente questa nuova consapevolezza potrà avere interessanti ripercussioni anche sulla didattica; vediamone alcune per punti, quindi lascio i dettagli al materiale in allegato, come sempre scaricabile:

  • La matematica è indivisibile dal nostro quotidiano: calcolare il resto dopo un acquisto, fare una transazione con carta di credito, organizzare una festa con gli amici o pianificare gli impegni di una giornata sono eventi che implicano articolate abilità matematiche;
  • La matematica che impariamo a scuola, e la sua notazione, rappresenta solo la versione stenografata della matematica, la sua sintesi, dietro la quale vi sono fior di processi creativi e immaginativi; i quali, per essere sedimentati e trasmessi, hanno certamente bisogno di un linguaggio e di una notazione, ma non bisogna fare l’errore grossolano di confondere (o di far equivalere) la matematica con il suo modo di scriverla;
  • Uno sguardo al cervello: il nostro cervello opera molto bene per processi associativi, una caratteristica che ci permette di essere CREATIVI; spesso, invece, i calcoli e i procedimenti matematici necessitano di lunghi processi logici in sequenza ai quali non siamo naturalmente strutturati, e questo genera sovente gli errori in matematica; per questo fondamentale motivo è opportuno lasciare i calcoli alle macchine (che sono molto coerenti, non sudano, ma non sono creative!) e promuovere negli studenti il piacere di come il mondo possa essere governato da leggi matematiche, senza l’oppressione di lunghi procedimenti di calcolo, che non portano gran ché di nuovo alla nostra cultura
  • Promuovere l’educazione matematica: ossia portare gli allievi a provare, giocare e sperimentare con i numeri: in questa accezione, l’uso di pc e calcolatrici aiuta gli studenti a scoprire la bellezza di alcune strutture matematiche, alimentando la passione per scoprirne i segreti;

Potrei continuare a lungo, ma i dettagli li trovate nel materiale in allegato; mi limito a portare un ultimo esempio, con la speranza che un po’ di consapevolezza in più ci faccia ragionare sulla didattica, con tutta la responsabilità che abbiamo nel promuovere nuova cultura nelle generazioni a venire: avete presente la magistrale esposizione della Divina Commedia fatta da Roberto Benigni? Ecco: proviamo a immaginare che la matematica possa essere insegnata con la stessa passione! Presentare l’opera di Dante senza esordire dicendo che si tratta di “terzine di endecasillabi” forse non toglie nulla alla bellezza del poema, fermo restando che tale informazione la possiamo fornire in momenti successivi! Quindi: perché non mettere la stessa passione nella didattica della matematica?

Buona lettura! e per chi volesse approfondire, consiglio intanto l’ottima opera di Stanislas Dehaene “Il Pallino della Matematica” – Raffaello Cortina Editore; per altre curiosità o amenità, scrivetemi

Cervello, Matematica e Uomo

Cervello, Matematica e Uomo_2

 

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