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Giù le mani dal Corano

Solitamente mi limito a postare link su cui sono d’accordo, e quindi dò loro risonanza. Ma stavolta voglio andare contro abitudine, e polemizzare un po’ su una faccenda che comincia ad andarmi molto stretta.
Questa mattina leggo questo articolo su repubblica.it, nella sezione blog de “l’Espresso”:

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/…/come-…/…

Ora: l’ottimo Sandro Magister fa riferimento ad un articolo di Padre Samir Khalil Samir, apparso su asianews.it, organo di stampa del Pontificio Istituto Missioni Estere.
Da padre Samir mi sarei aspettato un “ponte relazionale” tra Islam e Cattolicesimo, data la sua posizione di teologo e gesuita. Invece si legge testualmente che <<l’Islam e il Corano non sono una religione di pace, poiché nel messaggio islamico sono presenti elementi di violenza>>, che (farebbe intendere l’articolo) andrebbe a giustificare quanto sta accadento, almeno nel nome di Chi.
Bene..! Se ci prendiamo la briga di andare a leggere un po’ il Corano (possiamo farlo qui, una comoda versione on line in italiano, accreditata dalla Comunità Islamica http://www.corano.it/corano.html) e cerchiamo i versetti inneggianti alla Jihad (la guerra santa), è vero che si trova un bel po’ di roba.
Ma se con altrettanta onestà intellettuale andiamo a leggere la Bibbia, almeno il vecchio testamento (per par condicio, fornisco sempre la versione on line, http://www.bibbia.net/), scopriamo fratricidi (Genesi), sterminii e guerre varie (Esodo, Giosuè), tradimenti (Davide e Betsabea), omicidi passionali (Uria l’Ittita), e si potrebbe continuare a lungo, anche nel nuovo testamento (lapidazioni varie, prostituzione, etc..).
Vengo al nocciolo: voler giustificare il terrorismo sotto l’ombra della religione è lo stesso errore che si compì in Italia negli anni di piombo: religioni e ideologie sono solo la copertura deresponsabilizzante che persone disturbate e sociopatiche utilizzano a giustificazione delle loro azioni criminali.
Chi uccide è individualmente responsabile.
O è la “banalità del male” (Hanna Harendt).
Ma ritengo parimenti criminale chi giustifica tali agiti in modo massimalista (è colpa della religione, è colpa dell’ideologia) e tutti coloro che sono a conoscenza di individui rischiosi e non fanno nulla, magari solo per aiutarli (non dimentichiamo che un sociopatico suicida è una persona che sta male, molto male!).
Si reclutano terriristi on line? Si oscurino i siti web: si fa per la pedopornografia, perché qui non si fa? Poi: dietro un sito web c’è un dominio proprietario: arrestiamo il proprietario per apologia di reato… e via discorrendo. Perché non accade?
Concludo: per fugare qualunque dubbio sul mio presunto laicismo, si sappia che ci sono delle persone consacrate che considero come fratelli, e altre ugualmente consacrate che trovo sofferenti se non apertamente pericolose (tutti coloro che in nome della religione deresponsabilizzano gli individui dalle loro azioni), allo stesso modo, trovo molta più santità in alcuni laici sedicenti atei.
… e non ce l’ho nemmeno con i gesuiti: per confutare la tesi di padre Samir, basta un libro di un suo confratello gesuita, K. Frielingsdorf “Ma Dio non è così”, ed Feltrinelli.
Vi prego: mai come ora usiamo il cervello! Ce l’abbiamo, gratis, ed evita un sacco di noie