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Adolescenti: fragili e spavaldi?

Prendo a prestito la felice espressione di Gustavo Pietropolli Charmet, che con l’espressione Fragili e Spavaldi ha dato il titolo ad una delle sue ultime opere letterarie, e di cui consiglio calorosamente la lettura.

In questo contributo mi limito a pubblicare il materiale che ho proposto ad una mia recente serata divulgativa, nella cittadina di San Martino Buonalbergo (Verona), grazie alla disponibilità della dirigente scolastica, la dott.sa Anna Paola Marconi, e della coraggiosa associazione “37036” che sta proponendo un ciclo di quattro incontri per provare ad avvicinare adulti e adolescenti.

Ma, in fondo: gli adolescenti sono veramente fragili e spavaldi, e tutte le altre qualità che negli anni abbiamo elencato (talvolta a sproposito) nei confronti dell’adolescenza? Dividendo la quotidianità con i ragazzi di questa età, oramai da qualche anno, mi sono reso conto che abbiamo detto un sacco di cose dell’adolescenza, senza sapere che cosa realmente sia.

Grazie alla condivisione quotidiana con loro, i relativi familiari, ed il sempre costruttivo confronto con amici e colleghi (a proposito: al dott. Angelo Luigi Sangalli va un particolare ringraziamento) vi propongo poche pagine per andare a vedere che cosa accade nella testa e nel corpo delle persone di questa età, in un periodo della crescita in cui una vera e propria bomba chimica ormonale viene lanciata in un cervello che non ha ancora le adeguate strutture per ricevere certi stimoli.

Spero che ne esca un tratteggio efficace, quanto meno per dare significato ad alcuni strani (e talvolta irritanti) comportamenti dei nostri ragazzi, che spesso nulla hanno a che vedere con reali intenzioni di conflitto, svogliatezza o devianza.

Buona lettura, sperando che qualche “come” faccia scaturire dei “perché”.

Cliccate sul link seguente per scaricare il contributo

Fragili e Spavaldi

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Crisi: limite o opportunità

Crisi… siamo tutti in Crisi, parliamo solo di Crisi…

La sensazione è di avere a che fare con una realtà di gomma, non solo il tradizionale, italianissimo “muro di gomma” contro il quale tutti continuiamo a sbattere senza risultato, ma una gomma più perfida e fluida, che talvolta sembra insinuarsi in noi, frenarci il movimento e toglierci il respiro.

Un dato, tra tutti, è oggettivo: non è per niente facile, e poco importa cercare se tra le cause vi siano le banche, la finanza, anni di spese dissennate o chissà quale diavoleria, l’importante è che la situazione tocca tutti, chi più chi meno.

è toccato anche a me, e mi sto riorganizzando, con tutta l’umana fatica che comporta…

Ma sto scoprendo una voglia di reagire che prima non conoscevo, un dirmi e dire continuo e caparbio che desidero cambiare le cose, perché non voglio sentirmi vessato per quanto di cui non mi reputo, almeno direttamente, responsabile. Quindi mi sono dato una parola-chiave, che poi è il significato profondo (e spesso dimenticato) della parola crisi: cambiamento.

E allora vi invito a raccontarci, su questo semplice spazio che il web mette a disposizione, il cui mio unico merito è di provare a riempire con qualche domanda: raccontiamoci nel nostro essere in cambiamento. Come vivete questo periodo? che cosa fate per non farvi sopraffare? come vi sentire e come vorreste sentirvi, tra idee, qualche fallimento, molte speranze e qualche delusione? Mettete in circolo ciò che pensate, e otterremo un duplice scopo: scambiarci delle idee e aiutarci a capire.

Nota per i “bloggari” neofiti (un po’ come me): non importa dire chi siete, perché nessuno vi obbliga a dirlo, pertanto usate un nick name o quello che volete. L’importante sono le idee.

Scrivete, scrivete, scrivete… sarò lieto di leggervi, di provare a rispondere, e di mettere in circolo le idee.

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